Laser a diodo 808: come funziona, e perché una seduta non basta

Una luce che l’occhio quasi non vede, un pigmento che la cattura, un follicolo che si indebolisce. Il laser a diodo 808 spiegato senza tecnicismi, e senza promesse facili.

A cura della Redazione Soul Vanity

Lettura di 5–8 min
Laser diodo 808 come funziona

Ottocentootto non è il nome di un modello né un codice di fabbrica. È una lunghezza d’onda: 808 nanometri, una luce del vicino infrarosso che i nostri occhi quasi non percepiscono e che il pelo scuro, invece, assorbe con grande efficienza. In questo numero sta tutto il principio del laser a diodo 808, oggi una delle tecnologie più diffuse nei centri estetici per ridurre i peli in modo progressivo e duraturo.

Capirlo serve a sapere che cosa aspettarsi e a leggere con lucidità le promesse che circolano. Ecco che cosa succede, davvero, quando il manipolo si appoggia sulla pelle.

In breve

  • Il laser a diodo 808 emette una luce di 808 nanometri che viene assorbita dalla melanina, il pigmento scuro del pelo.
  • La luce si trasforma in calore e indebolisce il follicolo: il risultato è una riduzione progressiva e duratura dei peli.
  • Agisce sui peli in fase di crescita attiva, che in ogni momento sono solo una parte: per questo servono in genere circa 10 sedute, a circa un mese di distanza.
  • Non funziona su peli bianchi, grigi, biondi molto chiari o rossi; su pelle abbronzata la seduta si rimanda.

Come funziona il laser a diodo 808: luce, colore, calore

Il bersaglio del laser non è la pelle e, a rigore, nemmeno il pelo: è la melanina, il pigmento che dà colore al fusto e alla radice. Quando la luce attraversa la superficie della pelle, la melanina del pelo la assorbe e la trasforma in calore. Quel calore, prodotto in una frazione di secondo, scende lungo il pelo fino al follicolo e lo indebolisce, rendendolo meno capace di produrre un pelo nuovo.

Gli addetti ai lavori la chiamano fototermolisi selettiva: «foto» perché tutto comincia dalla luce, «termo» perché l’effetto è il calore, «selettiva» perché la luce sceglie il suo bersaglio in base al colore. La durata dell’impulso è calibrata per scaldare il pelo senza lasciare al calore il tempo di diffondersi troppo nei tessuti intorno. Completa il quadro il raffreddamento della pelle, previsto espressamente dalla normativa per il laser da depilazione, che rende la sensazione più sopportabile.

Perché proprio 808 nanometri

Le lunghezze d’onda più corte sono assorbite con più forza dalla melanina, anche da quella della pelle, e diventano delicate da gestire sulle carnagioni più scure. Quelle più lunghe sono più discrete con la pelle, ma meno incisive sul pelo. Gli 808 nanometri si collocano in una zona di equilibrio: arrivano abbastanza in profondità da raggiungere la radice e sono ben assorbiti dal pigmento del pelo.

Equilibrio, però, non vuol dire universalità. Il laser dà il meglio di sé quando c’è contrasto tra un pelo scuro e una pelle chiara, e i parametri vanno sempre impostati su fototipo, zona, colore e spessore del pelo. Dove ti collochi lo spiega la guida su fototipo e colore del pelo.

Il ciclo del pelo, ovvero perché una seduta non basta

Ogni pelo vive per cicli. C’è la fase anagen, cioè di crescita attiva, in cui il pelo è ben ancorato alla radice e ricco di pigmento. Segue la fase catagen, una breve transizione in cui il follicolo si ritira, e poi la fase telogen, di riposo, al termine della quale il pelo cade e il ciclo ricomincia.

Il laser è efficace soprattutto sui peli in anagen, perché solo allora il pelo, che fa da «filo» conduttore del calore, è saldamente collegato al follicolo. Il punto è che in ogni momento solo una parte dei peli di una zona si trova in questa fase: gli altri riposano, invisibili o quasi, e verranno raggiunti più avanti. Ecco perché il percorso prevede in genere circa 10 sedute a circa un mese di distanza l’una dall’altra: a ogni appuntamento si lavora su un nuovo gruppo di peli in crescita. Il numero preciso cambia da persona a persona: i fattori che lo spostano sono in quante sedute servono davvero.

Il laser non colpisce i peli a caso: li riconosce dal colore e lavora su quelli che, in quel momento, stanno crescendo.

Che cosa senti durante la seduta e che cosa vedi dopo

La sensazione più descritta è un calore breve accompagnato da un leggero pizzicore, come un elastico che schiocca sulla pelle. Il raffreddamento del manipolo la attenua, ma l’intensità cambia da zona a zona e da persona a persona: dove i peli sono più fitti e scuri, come all’inguine o alle ascelle, di solito si avverte di più.

Dopo la seduta è normale un lieve rossore, a volte con piccoli rilievi intorno ai follicoli, che in genere si attenua nel giro di poche ore. Nei giorni successivi può sembrare che alcuni peli stiano ricrescendo: spesso sono peli trattati che il follicolo sta espellendo e che si staccano con facilità. Lasciali andare da soli. Tra una seduta e l’altra si usa solo il rasoio, perché ceretta, pasta di zucchero e pinzetta tolgono proprio la radice su cui il laser deve lavorare.

I limiti del laser, detti con chiarezza

Il laser a diodo 808 offre una riduzione progressiva e duratura dei peli: meno peli, più sottili e più chiari, con risultati che variano da persona a persona. Nel tempo possono servire sedute di mantenimento, perché gli ormoni e i follicoli rimasti a riposo possono produrre peli nuovi.

Ci sono poi situazioni in cui il laser non è la scelta giusta, o non lo è adesso:

  • peli bianchi, grigi, biondi molto chiari o rossi: contengono poco pigmento scuro, o nessuno, e la luce non trova il suo bersaglio;
  • pelle abbronzata, anche per lampade o autoabbronzante: la seduta si rimanda;
  • gravidanza e allattamento, farmaci che rendono la pelle sensibile alla luce, lesioni o infezioni nella zona: si rimanda, o si chiede prima il parere del medico.

Per i peli chiari restano ceretta e pasta di zucchero, che non dipendono dal colore; zone e percorso sono nella pagina dell’epilazione laser a Firenze.

Il consiglio di Soul Vanity

Prima di radere la zona per ogni seduta, scatta una foto con la stessa luce e dalla stessa distanza. I cambiamenti del laser sono graduali e l’occhio si abitua in fretta: rivedere le immagini dopo qualche mese ti aiuta a valutare il percorso con obiettività.

Domande frequenti

Il laser a diodo 808 è definitivo?

Non è corretto prometterlo. Il laser a diodo offre una riduzione progressiva e duratura: alla fine del ciclo i peli sono in genere meno numerosi, più sottili e più chiari, ma ormoni, età e caratteristiche del pelo possono far comparire peli nuovi e rendere utili sedute di mantenimento.

Che differenza c’è tra laser a diodo e luce pulsata?

Il laser a diodo emette una sola lunghezza d’onda, concentrata in un fascio; la luce pulsata emette luce a più lunghezze d’onda, filtrata. Sono apparecchi diversi, con schede tecniche e regole d’uso diverse: le differenze sono spiegate in laser a diodo o luce pulsata. Da Soul Vanity usiamo il laser a diodo 808.

Il laser a diodo ha effetti collaterali?

Gli effetti più comuni sono passeggeri: rossore e lieve gonfiore intorno ai follicoli, che si attenuano in poche ore. Consulenza con anamnesi, regole sul sole e, se serve, una prova su una piccola zona riducono i rischi; gli occhiali protettivi sono indispensabili per chi esegue il trattamento e per chi lo riceve.

Vuoi sapere come risponderebbero la tua pelle e il tuo pelo? Il primo passo è guardarli da vicino, insieme, in consulenza.

Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce il parere del medico o del dermatologo. Soul Vanity è un centro estetico: non fa diagnosi e non esegue trattamenti medici. Se hai dubbi sulla tua pelle, sui nei o sui farmaci che assumi, parlane con il tuo medico.


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