Chiunque abbia disegnato a carboncino lo sa: lo stesso tratto nero risalta netto su un foglio bianco e quasi scompare su una carta color tabacco. Il laser ragiona allo stesso modo.
La sua luce cerca il pigmento scuro del pelo e lo distingue tanto meglio quanto più la pelle intorno è chiara. Per questo, prima di parlare di sedute, in consulenza parliamo di due cose: il tuo fototipo e il colore del tuo pelo. Il rapporto tra laser e fototipo è la ragione per cui il laser non è uguale per tutti, e non deve esserlo.
In breve
- Il fototipo descrive come la pelle reagisce al sole: la scala più usata va da I, pelle molto chiara, a VI, pelle molto scura.
- Il laser a diodo 808 lavora meglio quando c’è contrasto tra pelo scuro e pelle chiara.
- Più la pelle è pigmentata, più servono parametri prudenti, una valutazione attenta e una prova su una piccola zona.
- Peli bianchi, grigi, biondi molto chiari e rossi non rispondono al laser, qualunque sia la pelle.
Che cos’è il fototipo, in parole semplici
Il fototipo è una classificazione della pelle in base alla sua reazione al sole: quanto facilmente si scotta, quanto si abbronza. La scala più usata porta il nome del dermatologo statunitense che la propose negli anni Settanta, Thomas Fitzpatrick, e distingue sei fototipi.
| Fototipo | Pelle | Al sole |
|---|---|---|
| I | Molto chiara, spesso con lentiggini | Si scotta sempre, non si abbronza |
| II | Chiara | Si scotta facilmente, si abbronza poco |
| III | Chiara o leggermente ambrata | A volte si scotta, si abbronza gradualmente |
| IV | Olivastra | Si scotta raramente, si abbronza con facilità |
| V | Bruna | Si scotta molto raramente, si abbronza intensamente |
| VI | Molto scura | Non si scotta quasi mai |
Nella pratica, molte pelli stanno a cavallo tra due fototipi, ed è normale. Per questo la valutazione si fa guardando la pelle, non compilando una tabella.
Il colore del pelo conta quanto quello della pelle
Il pigmento del pelo non è uno solo. L’eumelanina è scura, bruna o nera, e assorbe bene la luce del laser. La feomelanina dà i toni rossi e dorati, e la assorbe poco. Ne segue una regola semplice:
- peli neri e castano scuro: rispondono bene;
- castano chiaro e biondo scuro: la risposta va valutata caso per caso;
- biondo molto chiaro, rosso, grigio e bianco: il laser non è efficace, perché manca il pigmento che assorbe la luce.
Per capire meglio che cosa succede sotto la pelle, leggi come funziona il laser a diodo 808.
Laser e fototipo: le combinazioni possibili
Il laser non cerca la pelle perfetta: cerca il contrasto. E dove il contrasto manca, la franchezza vale più di qualsiasi promessa.
- Pelle chiara e pelo scuro. È la combinazione più favorevole: la luce trova il pelo con facilità.
- Pelle olivastra e pelo scuro. Spesso si può lavorare, con parametri più prudenti e dopo una prova su una piccola zona.
- Pelle molto pigmentata. La pelle stessa assorbe più luce: serve una valutazione molto attenta e, in alcuni casi, è più saggio scegliere un’alternativa.
- Pelo chiaro, su qualunque pelle. Il laser non lo vede: meglio ceretta o pasta di zucchero.
Energia e durata dell’impulso si regolano su fototipo, zona, colore e spessore del pelo, come prevede la scheda tecnica ministeriale del laser per depilazione. È anche per questo che diffidiamo dei percorsi uguali per tutti.
L’abbronzatura cambia le carte in tavola
Il fototipo è una caratteristica stabile, l’abbronzatura no. Una pelle chiara che ha preso il sole si comporta, per qualche settimana, come una pelle più scura: contiene più melanina e assorbe più luce. Per questo su pelle abbronzata la seduta si rimanda, anche se il tuo fototipo di partenza è chiaro. Tutte le regole sono in laser e sole.
Perché la prova su una piccola zona
Prima di trattare un’intera area, quando serve facciamo una prova su una zona piccola e poco visibile, con i parametri scelti per te. Serve a osservare come reagisce la pelle e a confermare, o correggere, le impostazioni. È un passaggio semplice, che rende il percorso più prevedibile e più rispettoso della pelle.
Se il laser non è la strada giusta, te lo diciamo: per i peli chiari o per alcune pelli, ceretta e pasta di zucchero restano scelte eccellenti. Le mettiamo a confronto in laser, ceretta o pasta di zucchero.
Il consiglio di Soul Vanity
Alla consulenza porta la pelle com’è davvero: niente autoabbronzante, fondotinta o creme colorate sulla zona. E se ce l’hai, mostraci una foto della stessa zona scattata in piena estate: ci aiuta a capire quanto si abbronza la tua pelle, e quindi come distribuire le sedute nel corso dell’anno.
Domande frequenti
Qual è il fototipo ideale per il laser?
Non esiste un fototipo ideale in assoluto: conta il contrasto. La combinazione più favorevole è pelle chiara e pelo scuro; sulle pelli più pigmentate si lavora con maggiore prudenza, dopo una valutazione attenta.
Il laser funziona sulla pelle olivastra?
In molti casi sì, con parametri più prudenti e dopo una prova su una piccola zona. La decisione si prende solo dopo averti vista in consulenza, perché ogni pelle olivastra è diversa.
Perché il laser non funziona sui peli rossi?
Il colore rosso è dato soprattutto dalla feomelanina, un pigmento che assorbe poco la luce del laser. Per i peli rossi, come per quelli biondi molto chiari, grigi o bianchi, sono più indicate la ceretta o la pasta di zucchero.
Ho la pelle scura: posso fare il laser?
Merita una valutazione molto attenta: più la pelle è pigmentata, più assorbe luce, e i parametri vanno scelti con grande prudenza. In consulenza ti diciamo con franchezza se ha senso procedere o se è più indicata un’alternativa.
La tua pelle e il tuo pelo hanno caratteristiche che nessuna tabella può riassumere del tutto: guardiamoli insieme. Zone e percorso sono nella pagina dell’epilazione laser a Firenze.
Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce il parere del medico o del dermatologo. Soul Vanity è un centro estetico: non fa diagnosi e non esegue trattamenti medici. Se hai dubbi sulla tua pelle, sui nei o sui farmaci che assumi, parlane con il tuo medico.




