Breve storia della depilazione: dall’antico Egitto alla luce del laser

Dai rasoi di bronzo dei sacerdoti egizi al vociare delle terme romane, dalle fronti altissime del Quattrocento al laser a diodo: come è cambiato, nei secoli, il gesto di togliere i peli.

A cura della Redazione Soul Vanity

Lettura di 6–9 min
Storia della depilazione

Seneca abitava proprio sopra uno stabilimento di bagni, e se ne lamentava. In una delle lettere all’amico Lucilio elenca i rumori che salivano dalle terme: i gemiti di chi si allenava con i pesi, i tuffi in piscina, i richiami dei venditori di dolci e salsicce. E, sopra tutti, la voce acuta del depilatore, che reclamizzava di continuo i suoi servizi e taceva soltanto quando strappava i peli delle ascelle a un cliente, costringendo lui a gridare al suo posto.

Duemila anni dopo, la scena fa sorridere, e insieme dice molto: la storia della depilazione è lunga quanto la storia della bellezza. Ogni epoca ha avuto il suo ideale di pelle liscia, i suoi strumenti per inseguirlo e, spesso, i suoi eccessi. Ripercorrerla aiuta a guardare con occhi diversi anche i gesti di oggi.

In breve

  • Togliere i peli è un gesto antichissimo: rasoi, pinzette e paste depilatorie compaiono già nelle civiltà del Mediterraneo antico.
  • Per secoli i metodi sono stati rudimentali e, talvolta, pericolosi.
  • Nel Novecento la depilazione si lega alla moda: abiti senza maniche, gonne più corte, costumi da bagno.
  • Il laser per la depilazione arriva negli anni Novanta, da un principio descritto dalla ricerca dermatologica nel decennio precedente.

Egitto, Grecia, Roma: dove comincia la storia della depilazione

Nell’antico Egitto la pelle liscia era insieme una questione di igiene, di clima e di rango. Nelle tombe sono stati trovati rasoi di rame e di bronzo, pinzette e strumenti per la toeletta. Erodoto, lo storico greco, racconta che i sacerdoti egizi si radevano tutto il corpo a giorni alterni, per presentarsi puri al servizio degli dei.

Alla tradizione del Mediterraneo orientale si fanno risalire anche le paste a base di zucchero o di miele, antenate della pasta di zucchero di oggi, anche se le date precise sono difficili da documentare: più che un’invenzione, è una tradizione lunga e condivisa.

In Grecia e a Roma la depilazione era diffusa tra le donne e, con qualche sarcasmo da parte dei moralisti, anche tra gli uomini. Si usavano pinzette, pietra pomice, rasoi e unguenti depilatori che i Romani chiamavano psilothra. Ovidio, nell’Ars amatoria, raccomanda alle lettrici di non lasciare le gambe ruvide di peli: un consiglio di bellezza che, a distanza di venti secoli, suona sorprendentemente familiare.

Medioevo e Rinascimento: la fronte alta delle dame

Per il Medioevo europeo le fonti sulla depilazione del corpo sono più scarse, ma i ricettari di bellezza non smettono di proporre preparati per far cadere i peli. Molti contengono ingredienti che oggi fanno rabbrividire, come la calce viva e l’orpimento, un minerale a base di arsenico.

Nel Quattrocento l’attenzione si sposta sul viso. L’ideale di bellezza vuole una fronte alta, ampia e luminosa, e per ottenerla le donne strappano i peli dell’attaccatura dei capelli e assottigliano le sopracciglia fino quasi a farle sparire. Basta osservare i ritratti femminili di profilo dell’epoca, alcuni dei quali sono conservati agli Uffizi: fronti altissime e lisce, sopracciglia appena accennate, un’estetica costruita anche con la pinzetta. Ne parliamo più a fondo in la bellezza nella Firenze del Rinascimento.

Ogni epoca ha avuto il suo ideale di pelle liscia, e i suoi strumenti per inseguirlo. La nostra ha il privilegio di poter scegliere.

L’Ottocento e l’ago elettrico

La prima tecnica pensata per agire sul follicolo nasce in un contesto inatteso. Nel 1875 un oculista americano, Charles Michel, usa un ago sottilissimo percorso da corrente elettrica per trattare le ciglia che crescono verso l’occhio e lo irritano. È l’inizio dell’elettrolisi, che nei decenni seguenti viene applicata anche ai peli superflui del viso e del corpo, un follicolo alla volta, con grande pazienza.

Il Novecento: quando la moda scoprì le ascelle

È nel Novecento che la depilazione diventa un’abitudine di massa, e il motore è la moda. Negli anni Dieci, con i primi abiti da sera senza maniche, compaiono negli Stati Uniti le pubblicità che invitano le donne a liberare le ascelle dai peli, insieme ai primi rasoi pensati per loro. Negli anni Venti le gonne si accorciano e le calze si fanno sottili: le gambe entrano in scena. Durante la Seconda guerra mondiale, con le calze di nylon difficili da trovare, molte donne si dipingono le gambe con un trucco color carne, e la depilazione delle gambe diventa sempre più diffusa. Nel 1946, a Parigi, debutta il bikini, e la linea dell’inguine diventa una questione estetica.

Il secolo conosce anche pagine buie. Nei primi decenni del Novecento si arrivò a usare perfino i raggi X per togliere i peli, con danni gravi alla pelle emersi solo anni dopo. Una lezione che spiega perché oggi ogni apparecchio usato in un centro estetico debba rispettare regole precise.

La luce: dalla teoria al laser a diodo

Il primo laser funzionante viene costruito nel 1960. Ma per usarlo sui peli serve un’idea in più, che arriva all’inizio degli anni Ottanta da un gruppo di ricercatori di Boston: la fototermolisi selettiva. Il principio è elegante. Scegliendo la giusta lunghezza d’onda e la giusta durata dell’impulso, la luce può scaldare un bersaglio colorato, come il pigmento del pelo, rispettando i tessuti intorno.

Le prime applicazioni alla depilazione arrivano a metà degli anni Novanta; poco dopo si affermano i laser a diodo, con lunghezze d’onda intorno agli 800 nanometri. Il laser a diodo 808, oggi tra i più diffusi nei centri estetici, discende direttamente da quell’intuizione.

In Italia l’uso del laser per la depilazione nei centri estetici è regolato da un decreto ministeriale, che ne fissa caratteristiche tecniche e modalità d’uso. In Toscana, dove una legge regionale del 2004 lo vietava negli istituti di bellezza, è consentito dal 2013. E la promessa onesta, oggi, è una riduzione progressiva e duratura dei peli, con risultati che variano da persona a persona.

Che cosa resta, oggi

Ripercorrendo questa storia, colpisce meno la varietà degli strumenti che la costanza del desiderio. Cambiano i canoni, le zone, le tecniche; resta la ricerca di una pelle che ci somigli e ci faccia sentire a nostro agio.

Qualcosa, però, è cambiato davvero. Oggi la depilazione è, o dovrebbe essere, una scelta: c’è chi la vive come un rituale di cura, chi come una comodità, chi ne fa a meno senza dover dare spiegazioni a nessuno. E rispetto ai tempi della calce viva e dei raggi X abbiamo una certezza in più: la pelle va rispettata, qualunque metodo si scelga.

Il consiglio di Soul Vanity

La prossima volta che sei agli Uffizi, fermati davanti al dittico dei duchi di Urbino di Piero della Francesca e guarda il profilo di Battista Sforza: la fronte alta e liscia è un piccolo trattato di bellezza del Quattrocento. Poi, a casa, concediti il lusso moderno della scelta: nessun canone ti obbliga a toglierti i peli, ma se decidi di farlo, scegli il metodo che rispetta la tua pelle.

Domande frequenti

Chi ha inventato la ceretta?

Non c’è un inventore. Paste, resine e preparati a base di zucchero o miele si usano per togliere i peli fin dall’antichità, in molte culture del Mediterraneo e del Medio Oriente. Le cere professionali di oggi sono il frutto dell’evoluzione della cosmetica nel Novecento.

Da quando le donne si depilano le gambe?

In forme diverse da molti secoli: già Ovidio ne parlava. In Europa e negli Stati Uniti, però, la depilazione delle gambe diventa un’abitudine diffusa nel Novecento, con le gonne più corte, le calze sottili e i costumi da bagno.

Quando è nata l’epilazione laser?

Il principio su cui si basa, la fototermolisi selettiva, è stato descritto all’inizio degli anni Ottanta. Le prime applicazioni alla depilazione risalgono alla metà degli anni Novanta, e i laser a diodo si sono affermati poco dopo.

Dai rasoi di bronzo dei sacerdoti egizi alla luce a 808 nanometri, il gesto è rimasto lo stesso; sono cambiati la consapevolezza e il rispetto per la pelle. Se vuoi conoscere le tecniche di oggi, da Soul Vanity trovi la ceretta e la pasta di zucchero, oltre all’epilazione laser, sempre a partire da una consulenza.

Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce il parere del medico o del dermatologo. Soul Vanity è un centro estetico: non fa diagnosi e non esegue trattamenti medici. Se hai dubbi sulla tua pelle, sui nei o sui farmaci che assumi, parlane con il tuo medico.


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