Unghie forti: le abitudini che fanno la differenza

Si sfaldano, si spezzano, si piegano: le unghie fragili chiedono soprattutto gesti costanti. Le abitudini che le proteggono e i segnali per cui rivolgersi al medico.

A cura della Redazione Soul Vanity

Lettura di 5–8 min
Unghie forti abitudini

Si spezzano aprendo una lattina, si sfaldano in strati sottili come pasta sfoglia, si piegano proprio quando avevano raggiunto la lunghezza giusta. Le unghie fragili sono uno dei piccoli fastidi più diffusi, e anche uno dei più fraintesi: si cerca il prodotto giusto, mentre la differenza la fanno quasi sempre i gesti di ogni giorno.

Quando si parla di unghie fragili e rimedi, conviene partire da qui: capire che cosa le mette alla prova, togliere ciò che le stressa, proteggerle con costanza. E saper riconoscere i segnali che non riguardano più l’estetica, ma il medico.

In breve

  • L’unghia è fatta di strati di cheratina: l’alternanza continua di bagnato e asciutto è tra le cause più comuni dello sfaldamento.
  • Guanti, olio sulle cuticole e crema mani ogni giorno sono i gesti più utili.
  • Lima a grana fine, in una sola direzione, su unghie asciutte; forma corta e arrotondata.
  • Il semipermanente non va mai strappato: una rimozione corretta rispetta la superficie dell’unghia.
  • Unghie gialle, ispessite, staccate o doloranti: prima di tutto, il medico.

Com’è fatta un’unghia (e perché si rompe)

La parte che vediamo, la lamina, è formata da strati sovrapposti di cheratina, la stessa proteina di capelli e pelle. Nasce dalla matrice, nascosta sotto la pelle alla base dell’unghia, e cresce lentamente: perché un’unghia della mano si rinnovi del tutto servono diversi mesi. Per questo ogni cambiamento di abitudini si vede con calma, non in una settimana.

La fragilità ha di solito due volti. Il primo è lo sfaldamento a strati all’estremità libera, che i dermatologi chiamano onicoschizia: l’unghia si apre come un libro. Il secondo sono le striature longitudinali con piccole fessure e rotture, la cosiddetta onicoressi. In entrambi i casi, i fattori più comuni sono esterni: acqua e detergenti, solventi aggressivi, rimozioni brusche, piccoli traumi ripetuti. Con il passare degli anni, poi, le unghie tendono a diventare più secche e delicate.

Unghie fragili: i rimedi che passano dalle abitudini

Ogni volta che le mani si bagnano, la lamina assorbe acqua e si gonfia; quando asciuga, si ritira. Ripetuto decine di volte al giorno, questo movimento allenta il legame tra gli strati. Ecco perché le abitudini contano più di qualunque flacone.

  • Guanti per le faccende: piatti, pulizie, giardinaggio. Meglio se con un interno in cotone, che non fa sudare la mano.
  • Asciugare bene le mani dopo ogni lavaggio, anche attorno alle unghie, e poi passare la crema, unghie comprese.
  • Olio sulle cuticole ogni sera, massaggiato su lamina e contorno: mantiene morbida la pelle e dà all’unghia un aspetto più curato.
  • Non usare le unghie come attrezzi: per aprire lattine, staccare etichette o sollevare graffette esistono oggetti fatti apposta.
  • Niente morsi e niente strappi, né alle unghie né alle pellicine: una lacerazione che parte dal bordo si allunga facilmente.
  • Solvente con moderazione: dopo averlo usato, lava le mani e applica subito olio e crema, perché tende a seccare.

Le cuticole meritano un capitolo a sé, perché sono la barriera che protegge la zona da cui l’unghia nasce: lo trovi in Cuticole: tagliarle, spingerle o nutrirle?. E la stessa costanza vale per la pelle delle mani, come raccontiamo in Le mani raccontano gli anni.

Lima, forma e lunghezza: la tecnica conta

  • La lima giusta. A grana fine, in vetro o in cartoncino; le lime metalliche e quelle a grana grossa sono troppo aggressive per un’unghia delicata.
  • Una sola direzione. Dall’esterno verso il centro, senza il movimento avanti e indietro che apre gli strati.
  • Unghie asciutte. Bagnate sono più morbide e si piegano sotto la lima: si limano dopo, non durante il bagno.
  • Forme corte e morbide. Tonda, ovale o squadrata con gli angoli arrotondati: gli angoli vivi si impigliano e si spezzano. Non a caso le unghie corte sono anche tra le più amate del momento.
  • Lucidare con misura. Il blocchetto lucidante assottiglia la superficie: usalo di rado e con leggerezza.

Il consiglio di Soul Vanity

Tieni un olio per cuticole dove passi le sere: sul comodino, accanto al divano, vicino al computer. Due gocce, un minuto di massaggio su unghie e pelle intorno, ogni giorno. È il gesto più semplice e quello che si dimentica più spesso: se lo vedi, lo fai.

Smalto e semipermanente: alleati o nemici?

Lo smalto in sé non è il problema. Lo diventano la rimozione aggressiva e l’abitudine di strappare il colore quando comincia a sollevarsi: insieme al semipermanente vengono via anche gli strati superficiali dell’unghia, che resta sottile e irregolare. La rimozione corretta prevede una limatura leggera dello strato superficiale e un solvente, con i tempi giusti, e si fa in centro: la spieghiamo passo per passo in Rimozione del semipermanente.

Uno strato di semipermanente, applicato e rimosso a regola d’arte, protegge l’unghia naturale dai piccoli urti di ogni giorno e rende più duraturo il colore. Se però le unghie sono molto sottili o segnate, una pausa di qualche settimana con lo smalto tradizionale, o con l’olio soltanto, permette di osservare come crescono. Che cosa fare in quel periodo lo trovi in Unghie fragili dopo il semipermanente.

Se dopo un semipermanente o un gel noti prurito, rossore o gonfiore attorno alle unghie, interrompi e parlane con il medico: alcune persone sviluppano una sensibilità agli acrilati contenuti in questi prodotti. E se hai già avuto reazioni a colle, gel o smalti semipermanenti, diccelo prima del trattamento: valuteremo insieme se procedere.

Quando non è (solo) una questione estetica

Certi segnali vanno mostrati al medico o al dermatologo, senza tentare soluzioni da sole e senza coprirli con lo smalto:

  • unghie gialle, ispessite o friabili, soprattutto se il cambiamento riguarda una o poche unghie;
  • un’unghia che si stacca dal letto ungueale, lasciando una zona biancastra sotto la lamina;
  • dolore, gonfiore, rossore o pus attorno all’unghia;
  • una striscia scura verticale comparsa da poco o che cambia nel tempo;
  • unghie incurvate a cucchiaio, con piccole depressioni o con cambiamenti improvvisi di forma;
  • una fragilità comparsa all’improvviso, senza cambiamenti nelle tue abitudini.

Diete e integratori non sono materia da estetista: se pensi che la fragilità delle tue unghie possa dipendere da una carenza o da un altro disturbo, parlane con il medico.

Domande frequenti

Perché le unghie si sfaldano in strati?

Spesso per l’alternanza di bagnato e asciutto, i detergenti, i solventi e le rimozioni brusche, che allentano il legame tra gli strati di cheratina. Guanti, idratazione e una lima a grana fine sono i primi gesti da provare; se lo sfaldamento è improvviso o accompagnato da altri cambiamenti, chiedi al medico.

Il semipermanente rovina le unghie?

Il danno nasce soprattutto da una rimozione aggressiva o fai da te e da limature eccessive. Con una rimozione corretta e qualche pausa quando le unghie sono fragili, il semipermanente si può portare con serenità.

Ogni quanto conviene fare una pausa dal semipermanente?

Non c’è una regola fissa: dipende da come appaiono le unghie al momento della rimozione. Se le vedi sottili, segnate o che si piegano, qualche settimana con lo smalto tradizionale o solo con l’olio permette di valutarle meglio.

Le unghie fragili dipendono dall’alimentazione?

Può succedere, ma non è qualcosa da valutare da sole né in un centro estetico. Se la fragilità è marcata, improvvisa o si accompagna ad altri sintomi, il riferimento è il medico.

Le unghie hanno i loro tempi: premiano la costanza, non i gesti eroici. Una manicure regolare, con la forma giusta, cuticole trattate con delicatezza e l’idratazione finale di olio e crema, è il modo più semplice per dar loro un appuntamento fisso.

Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce il parere del medico o del dermatologo. Soul Vanity è un centro estetico: non fa diagnosi e non esegue trattamenti medici. Se hai dubbi sulla tua pelle, sui nei o sui farmaci che assumi, parlane con il tuo medico.


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