Skincare per chi lavora su turni e di notte: la routine fuori orario

Quando la sera arriva alle otto del mattino, la routine va tradotta. Gesti semplici per chi lavora di notte, in ospedale e su turni: prima del turno, durante e prima di dormire.

A cura della Redazione Soul Vanity

Lettura di 6–9 min
Skincare turni di notte

Sono le sette del mattino. Per la città la giornata comincia, per te finisce: dopo una notte in reparto, al banco del forno, in sala operativa o al volante, il viso nello specchio dello spogliatoio racconta ore che gli altri hanno passato dormendo.

Chi lavora su turni e di notte conosce bene questo sfasamento, e la pelle lo registra con precisione. Le routine di skincare sono scritte quasi sempre per chi vive di giorno: mattina e sera, sole e luna. Ma quando la mattina è il momento in cui vai a dormire, le regole vanno tradotte. Senza sensi di colpa, e con pochi gesti che si adattano ai tuoi orari, non il contrario.

In breve

  • Il lavoro notturno sfasa l’orologio biologico: la pelle tende a mostrarsi più spenta e reattiva, le occhiaie più evidenti.
  • La routine non segue il calendario: c’è un «prima del turno» e un «prima di dormire», a qualunque ora cadano.
  • Durante il turno contano le piccole cose: mani idratate, pelle protetta sotto la mascherina, un balsamo per le labbra in tasca.
  • Dopo il turno la detersione non si salta, anche quando la stanchezza vince su tutto.

Skincare e turni di notte: quando l’orologio della pelle va fuori fase

La pelle segue un ritmo di circa ventiquattro ore, regolato dall’alternarsi di luce e buio: di giorno è più impegnata a difendersi, di notte si dedica di più al rinnovamento. Lo raccontiamo in Pelle e sonno. Chi lavora di notte chiede al corpo di invertire questo schema, e spesso dorme meno e peggio, di giorno, tra la luce che filtra e i rumori della città.

Sul viso lo sfasamento si vede: colorito spento, occhiaie, una pelle che si disidrata più facilmente e reagisce di più a prodotti e sfregamenti. Lo stress, i pasti a orari irregolari, l’aria secca degli ambienti di lavoro fanno il resto. Non è una questione di volontà, ed è giusto ricordarlo.

La pelle di chi lavora di notte non è trascurata: è stanca. E la stanchezza chiede gentilezza, non rimproveri.

La regola d’oro: prima del turno e prima di dormire

Dimentica mattina e sera. Nella tua giornata ci sono due momenti che contano davvero:

  • prima del turno, quando ti prepari ad affrontare ore di lavoro, luce artificiale e aria secca: è la tua «mattina», anche se fuori è buio;
  • prima di dormire, quando ti concedi il riposo principale: è la tua «sera», anche se fuori splende il sole.

La struttura resta quella di una routine in tre gesti: detergere, trattare, proteggere. Cambia solo l’orologio. E nei giorni di riposo, quando torni a vivere di giorno, la logica non cambia: prima di uscire si protegge, prima di dormire si deterge e si nutre.

Prima del turno: preparare la pelle alle ore lunghe

Una detersione leggera, anche solo con acqua tiepida se la pelle è secca, e una crema idratante che non appesantisca. Se il turno comincia o finisce con la luce del giorno, la protezione solare va messa: chi smonta all’alba e torna a casa in auto, in bicicletta o a piedi passa sotto il sole proprio quando la pelle è più provata. Tieni il solare nell’armadietto e applicalo prima di uscire.

Il trucco, se lo usi, è meglio leggero e non comedogenico: ore lunghe, mascherine e sudore non vanno d’accordo con i fondotinta coprenti. Un correttore sulle occhiaie e un balsamo colorato sulle labbra bastano a ridare luce al viso.

Durante il turno: mascherine, aria secca e mani che si lavano spesso

Chi lavora in ospedale e nei servizi sanitari conosce bene i segni di una notte con la mascherina: pelle arrossata sul naso e sugli zigomi, sfregamenti, a volte imperfezioni lungo la mandibola. Una crema idratante leggera, stesa una mezz’ora prima di indossarla, aiuta la pelle a sopportare l’attrito. Trucco minimo nelle zone coperte, e una detersione delicata appena puoi toglierla. I dispositivi di protezione, ovviamente, si usano sempre come indicato dal tuo servizio.

Poi ci sono le mani, lavate e disinfettate decine di volte per turno. La crema mani va nelle pause, in un formato piccolo da tenere in tasca, con una texture che si assorba in fretta.

Il beauty da armadietto

  • un detergente delicato in formato da viaggio, o un’acqua micellare per le emergenze;
  • una crema idratante leggera;
  • una crema mani ricca, per la fine del turno;
  • un balsamo per le labbra;
  • la protezione solare, per il ritorno a casa con la luce del giorno.

Dopo il turno: la routine del «buonanotte», anche alle otto del mattino

È il momento più importante, e il più difficile. La stanchezza spinge a crollare sul letto così come si è, ma la pelle ha alle spalle ore di sebo, sudore, sfregamenti e, magari, trucco. Una detersione accurata ma gentile è il gesto che non si salta: nelle mattine più dure, anche un’acqua micellare seguita da un risciacquo è meglio di niente.

Poi la crema più ricca, quella che useresti la sera, e se ti piace il contorno occhi, steso con l’anulare. Gli attivi come il retinolo trovano posto qui, prima del sonno principale, in una stanza buia; ricorda però che rendono la pelle più sensibile al sole quando ti svegli ed esci. Una crema mani generosa e un balsamo per le labbra chiudono il rituale. Stanza oscurata, federa pulita, telefono lontano: pelle e sonno ringraziano insieme.

Il consiglio di Soul Vanity

Prepara la routine del «buonanotte» prima di uscire per il turno: detergente, crema e balsamo labbra già accanto al lavandino, le tende tirate, il pigiama sul letto. Quando rientri, con la testa ancora al lavoro, non dovrai decidere nulla: ti basterà seguire il percorso. Sono tre minuti che la pelle ritrova ogni volta, anche nelle settimane più pesanti.

Quando la pelle, o il sonno, chiedono il medico

Il lavoro notturno pesa sul corpo, e la pelle è solo uno dei luoghi in cui si vede. Parlane con il tuo medico, o con il medico competente del luogo di lavoro, se:

  • le mani si screpolano, prudono, si arrossano o si riempiono di piccole vesciche nonostante la crema;
  • compaiono irritazioni o imperfezioni persistenti dove la pelle è a contatto con mascherine e dispositivi;
  • la pelle del viso brucia, arrossa o si squama nonostante una routine semplice;
  • il sonno è disturbato a lungo, con una stanchezza che non passa nemmeno nei giorni di riposo.

Domande frequenti

Come fare skincare se lavoro di notte?

Pensa a due momenti invece che a mattina e sera. Prima del turno detergi, idrati e, se uscirai con la luce, metti la protezione solare; prima di dormire, a qualunque ora, detergi e applica la crema più ricca. Nei giorni di riposo la logica resta la stessa.

Il retinolo si può usare se dormo di giorno?

Sì, prima del sonno principale, in una stanza buia. Rende però la pelle più sensibile al sole: quando ti svegli ed esci, la protezione solare non va saltata. Se hai dubbi o usi farmaci per la pelle, chiedi al dermatologo.

Come proteggere la pelle dalla mascherina durante il turno?

Una crema idratante leggera applicata prima di indossarla, trucco minimo nelle zone coperte e una detersione delicata a fine turno aiutano la pelle a sopportare l’attrito. Segui sempre le indicazioni del tuo servizio sui dispositivi di protezione; se le irritazioni persistono, parlane con il medico.

Lavorare di notte fa venire le occhiaie?

Il sonno scarso o spezzato le rende più evidenti, perché la pelle appare più pallida e la zona sotto gli occhi più gonfia. Riposo nei giorni liberi, un contorno occhi leggero e un correttore aiutano l’aspetto; le occhiaie legate alla struttura del viso, però, non cambiano con il sonno.

Chi lavora mentre gli altri dormono si prende cura di tutti: ogni tanto, è giusto che il favore venga ricambiato. In un giorno di riposo, lontano da una notte appena finita, una pulizia del viso può diventare un momento tutto per te: la pelle torna più luminosa alla vista, e tu ritrovi un po’ di tempo.

Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce il parere del medico o del dermatologo. Soul Vanity è un centro estetico: non fa diagnosi e non esegue trattamenti medici. Se hai dubbi sulla tua pelle, sui nei o sui farmaci che assumi, parlane con il tuo medico.


Soul Vanity · Firenze

Il tuo momento, su misura

Raccontaci che cosa desideri: ti consigliamo il trattamento giusto e fissiamo l’appuntamento. In Via Eugenio Calò 12, dal lunedì al sabato, dalle 9:30 alle 20:00.

Prenota