Una mattina di novembre sul Lungarno: il cielo è basso, l’aria punge, le mani cercano le tasche del cappotto. L’ultima cosa a cui pensi è la crema solare. Eppure quella luce lattiginosa che fa brillare l’Arno anche nei giorni grigi porta con sé una quota di raggi ultravioletti che non va mai in vacanza.
Mettere la crema solare sul viso tutto l’anno non è un eccesso di zelo. È il gesto quotidiano che più di ogni altro aiuta la pelle a mantenere un aspetto uniforme e compatto nel tempo, ed è anche quello che più spesso dimentichiamo appena finisce l’estate. Vediamo perché conviene tenerlo in routine da gennaio a dicembre, e come farlo bene.
In breve
- I raggi UVA, legati all’invecchiamento visibile della pelle, sono presenti tutto l’anno e attraversano nuvole e vetri.
- Per il viso serve una protezione ad ampio spettro: l’American Academy of Dermatology indica un SPF di almeno 30.
- La quantità conta quanto il numero: uno strato sottile protegge molto meno di quanto dice l’etichetta.
- All’aperto va rinnovata ogni due ore circa, e dopo sudore o bagno.
- È indispensabile se usi retinolo o acidi esfolianti, e dopo ceretta, laser o pulizia del viso.
UVA e UVB: due raggi, due calendari diversi
La luce del sole contiene due famiglie di raggi ultravioletti che interessano la pelle. Gli UVB sono i responsabili delle scottature: sono molto più intensi in estate e nelle ore centrali, e il vetro delle finestre li ferma in buona parte.
Gli UVA si comportano diversamente. La loro intensità varia molto meno con le stagioni e con le ore del giorno, attraversano le nuvole e il vetro, e raggiungono gli strati più profondi della pelle. Non bruciano, quindi non ce ne accorgiamo; ma sono tra i principali responsabili del cosiddetto fotoinvecchiamento, cioè dei segni che il sole lascia sul viso nel tempo: macchie, colorito non uniforme, linee sottili, una pelle che appare meno compatta.
Ecco perché la scrivania vicino alla finestra, il tragitto in auto o la passeggiata in una giornata coperta contano più di quanto sembri.
Che cosa significano SPF, UVA e «ampio spettro»
Il numero SPF (fattore di protezione solare) indica quanto un prodotto protegge dagli UVB, cioè dalle scottature. Sulle confezioni europee le protezioni sono raggruppate in categorie: bassa, media, alta e molto alta.
Per gli UVA, sulle confezioni europee compare il simbolo UVA dentro un cerchio: segnala che la protezione dagli UVA è adeguata rispetto a quella dagli UVB, come chiede una raccomandazione della Commissione europea. È questo che si intende con «ampio spettro». La stessa raccomandazione chiede che nessun prodotto si presenti come «schermo totale»: nessuna crema ferma tutti i raggi.
Quanto ai filtri, quelli che si possono usare nei solari sono elencati nel Regolamento UE sui cosmetici, sia i cosiddetti minerali (ossido di zinco, biossido di titanio) sia quelli organici. I primi sono spesso graditi alle pelli sensibili ma possono lasciare un velo chiaro; i secondi hanno in genere texture più invisibili. La scelta giusta è quella che metti volentieri ogni giorno.
La crema solare per il viso tutto l’anno: quanta e come
Il valore indicato in etichetta viene misurato in laboratorio con una quantità generosa di prodotto, molto superiore a quella che di solito stendiamo. Con uno strato sottile, la protezione reale è più bassa. Un riferimento pratico molto diffuso è la lunghezza di due dita di crema per viso e collo.
- Applicala come ultimo passaggio della routine del mattino, dopo la crema idratante e prima del trucco.
- Non dimenticare orecchie, collo, attaccatura dei capelli e, se resta scoperta, la scollatura.
- All’aperto rinnovala ogni due ore circa, e sempre dopo un bagno o una sudata.
- Sopra il trucco, uno stick o una cipria con SPF aiutano il ritocco, anche se da soli raramente bastano come prima applicazione.
Il fondotinta con SPF è un’aggiunta piacevole, non un sostituto: per arrivare alla protezione dichiarata dovresti stenderne una quantità che nessuno usa davvero.
La crema solare non è un prodotto per l’estate: è il gesto di bellezza che lavora in silenzio tutto l’anno.
Quando la protezione solare diventa indispensabile
Alcuni ingredienti e alcuni trattamenti rendono la pelle più vulnerabile alla luce. Gli acidi esfolianti, come il glicolico, e il retinolo rendono la crema solare obbligatoria ogni mattina. Lo stesso vale nei giorni successivi a una ceretta al viso, a una seduta di epilazione laser o a una pulizia del viso, quando la pelle è appena stata sollecitata.
Gli antiossidanti sono ottimi alleati, ma non sostituti: la vitamina C al mattino, sotto la crema solare, completa la protezione e aiuta il colorito a mantenersi luminoso.
Le scuse più comuni, e perché non reggono
«Oggi è nuvoloso»: gli UVA attraversano le nuvole. «Sto tutto il giorno in ufficio»: attraversano anche il vetro, e il tragitto all’aperto si somma giorno dopo giorno. «Ho la pelle scura, non mi scotto»: una pelle più ricca di melanina si scotta meno, ma resta esposta a macchie e a un colorito non uniforme. «La crema solare mi fa venire i brufoli»: esistono fluidi e gel pensati per le pelli grasse, leggeri e non comedogenici, cioè formulati per non ostruire i pori.
Quando rivolgersi al dermatologo
Macchie che compaiono all’improvviso, nei nuovi o che cambiano forma, colore o dimensione, piccole ferite che non si rimarginano: sono segnali da mostrare al dermatologo senza aspettare. Un controllo periodico dei nei è una buona abitudine per tutti, a qualunque età, e la regola ABCDE aiuta a riconoscere i segnali da non trascurare.
Il consiglio di Soul Vanity
Tieni la crema solare accanto allo spazzolino, non nel beauty da spiaggia: se la vedi ogni mattina diventa un gesto automatico, come lavarsi i denti. E nella borsa, da marzo a ottobre, aggiungi uno stick con SPF per il ritocco di metà giornata.
Domande frequenti
Serve la crema solare in inverno?
Sì. In inverno gli UVB sono più deboli, ma gli UVA restano presenti e attraversano nuvole e finestre. Una crema idratante con un buon SPF ad ampio spettro, ogni mattina, è sufficiente per la vita di città.
Il fondotinta con SPF è sufficiente?
Di solito no, perché per ottenere la protezione indicata servirebbe una quantità di fondotinta molto superiore a quella che si usa. Meglio stendere prima la crema solare e poi il fondotinta.
Meglio filtri minerali o chimici per il viso?
Entrambi proteggono, se il prodotto è ad ampio spettro. I filtri minerali sono spesso preferiti dalle pelli sensibili, quelli organici hanno texture più leggere e invisibili. Conta soprattutto usarne abbastanza, ogni giorno.
Si può mettere la crema solare sopra il trucco?
Sopra il trucco si rinnova con prodotti pensati per questo, come stick, spray o ciprie con SPF. Sono pratici per il ritocco, ma la prima applicazione del mattino resta quella della crema, sulla pelle nuda.
La protezione solare è anche il gesto con cui si conclude, di giorno, una pulizia del viso: l’ultimo strato della finitura, prima di tornare in strada. Un buon promemoria per ricordarsi che la bellezza della pelle si costruisce anche nei giorni di pioggia.
Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce il parere del medico o del dermatologo. Soul Vanity è un centro estetico: non fa diagnosi e non esegue trattamenti medici. Se hai dubbi sulla tua pelle, sui nei o sui farmaci che assumi, parlane con il tuo medico.




